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Ferrara è una città da vivere passeggiando per le sue strade, scoprendo in
ogni angolo il suo carattere di magnifica capitale del Rinascimento e cogliendo da
questo glorioso passato le ragioni del suo presente.
Le memorie storiche accompagnano con discrezione il visitatore ovunque egli vada,
nei palazzi sontuosi come nelle viuzze medievali, per esplodere una volta all'anno
nei colori e negli antichi suoni del palio di San Giorgio. Città d'acqua, disegnata
nei secoli dal Po, Ferrara resta intimamente legata al suo fiume: nel disegno delle
strade come nel moderno porto turistico realizzato alla darsena di San Paolo, oppure
nel reticolo di canali che la circondano fino al Mare Adriatico, là dove si estende
il grande parco del Delta del Po con i suoi boschi, le sue pinete, le valli e i modernissimi
Lidi. Un'atmosfera tutta speciale si può cogliere nel centro, fra i negozi e i caffé,
dove il ritmo della vita sembra dettato dal passaggio silenzioso di centinaia di biciclette.
Oppure nei tanti giardini piccoli e grandi, nei chiostri e nei cortili il cui silenzio
si interrompe solo nelle sere d'estate per raccogliere Aterforum e i suoi concerti,
continuatori dell'antica tradizione della musica ferrarese assieme agli spettacoli
di altissimo livello del Teatro Comunale e dell'Associazione Ferrara Musica. E ancora
sempre dalla musica nasce ogni anno la festa più grande: quella dei Buskers, i cui
ritmi invadono per sette giorni le strade e le piazze, per la gioia di migliaia di
ammiratori. Gli amanti delle arti figurative non potranno perdere le grandi mostre
del Palazzo dei Diamanti, dove si sono succeduti Dalì, Mirò, Chagall, Canaletto e
altri; oltre al Museo Boldini che raccoglie una ricca collezione delle opere dell'artista.
Così tra occasioni piccole e grandi, ciascuno può ritrovare quello che cerca: l'arte,
la tradizione, i mercati, le fiere ed i congressi, il folclore e la cucina, e altro
ancora, in una città che molto suggerisce al visitatore, senza nulla imporgli.
FERRARA CITTA' DEL RINASCIMENTO E IL SUO DELTA DEL PO
SONO RICONOSCIUTI DALL'UNESCO COME PATRIMONIO DELL'UMANITA'
Il capoluogo dell'Emilia Romagna appare come una città dal multiforme aspetto.
Bologna la "turrita", irta di torri e di campanili, Bologna la "grassa", santuario
della buona cucina, Bologna la "dotta", celebre per la sua Università, la più antica
d'Europa. I suoi numerosi portici sono stati il cuore della cultura e del commercio
della città.
L'etrusca "Felsina" fu invasa nel 1° secolo a.C. dai Galli Boi, i
quali, cacciati a loro volta dai Romani, andarono a stabilirsi in Boemia. La Bononia
Romana cadde sotto i colpi dei Barbari e si risollevò soltanto nel 12° sec. A quelle
date Bologna ha un governo indipendente e dopo la vittoria dei guelfi sui ghibellini
vede un periodo di fioritura di tutte le arti. Gli studi fioriscono:l'università,
fondata nel 425, contava nel 13° sec. già 10.000 studenti. Si costruiscono mura, torri,
palazzi, chiese; alcune famiglie si distinguono dalle altre, quali i Visconti, i Pepoli
e soprattutto, dopo il 1400, i Bentivoglio, che aprono Bologna al Rinascimento toscano.
Dal 1516 fino alla rivoluzione francese Bologna resterà sotto il governo papale. Il
cuore di Bologna resta sempre il complesso formato dalla piazza Maggiore e
dalla contigua piazza del Nettuno, in cui si trovano anche alcuni
dei monumenti più significativi : il "Palazzo comunale", il "Palazzo
del podestà", la "Fontana del Nettuno" e la "Basilica
di S. Petronio", splendidi esempi di architettura e storia della città. Di
tutte le torri che spiccavano un tempo ci rimangono ben in vista le famose e centralissime
torri degli "Asinelli" e della "Garisenda", imponenti testimonianze del passato. Ma
visitare Bologna non significa solo monumenti, per quanto importanti, vuol dire anche
passeggiare sotto i suoi portici, vivere l'allegria degli universitari in via Zamboni,
andare nei numerosi musei e soprattutto fermarsi a gustare le specialità del posto
in un ristorantino o in un'osteria del centro, con i tortellini fatti ancora a mano
dalle "sfogline", o i ravioli o il ragù bolognese e i dolci fatti in casa, in un'atmosfera
ricercata e bohémienne allo stesso tempo.
Città imperiale, la Bisanzio dell'Occidente, avvolta in una atmosfera di nostalgico
incanto, conserva le più belle e più ricche testimonianze d'arte cristiana primitiva.
I suoi mosaici valgono da soli il viaggio.
Le origini di Ravenna si perdono nella notte dei tempi. Dionigi d'Alicarnasso dice
che la città fu fondata sette generazioni prima della guerra di Troia, ma in realtà
noi nulla sappiamo di sicuro, come pure nulla conosciamo dei suoi primi abitanti,
anche se Stradone li ritiene di stirpe ellenica, provenienti più precisamente dalla
Tessaglia. Nel 402, Onorio, abbandonando Roma fece di Ravenna la capitale dell'Impero
Romano. Galla Placidia, donna a un tempo pia e avventurosa, di fulgida bellezza, governò
fastosamente ma imprudentemente, l'impero d'Occidente, al posto del figlio Valentiniano.
Il dilagare delle invasioni barbariche portò i re goti, Odoacre e Teodorico,quest'ultimo
convertito al cristianesimo, che abbellirono la città. Poi Ravenna fu conquistata
da Bisanzio nel 540. e fu ricolmata di favori dall'imperatore Giustiniano e dalla
imperatrice Teodora. In quell'epoca il Cristianesimo vi si sviluppò rapidamente: tra
i tanti episodi rilevanti il martirio di Sant'Apollinare. I mosaici costituiscono
la più bella raccolta d'Europa, prima di quelle di Costantinopoli, Palermo e Venezia.
La loro sinfonia di colori è stata evocata anche da Dante, di cui proprio a Ravenna
troviamo la tomba. Luminosità, armonia, vivacità delle tinte, il ritmo decorativo
del disegno ci riportano le immagini come antiche fotografie che raccontano una storia
esotica... Il loro spirito è allo stesso tempo realistico e mistico, con un contenuto
simbolico: colombe che bevono alla fontana della vita, pavoni che simboleggiano l'immortalità…
Oggi, la scuola dei mosaicisti di Ravenna è l'erede delle tradizioni bizantine. Tra
i tantissimi monumenti ricordiamo il "Mausoleo di Galla Placidia",
la "chiesa di S. Vitale", la basilica di "S. Apollinare Nuovo",
il "sepolcro di Dante". Visitare Ravenna è come fare un salto nella
storia bizantina e dei primi cristiani, e immergersi in un'atmosfera che ci parla
di ori, tesori, santi e martiri attraverso una serie di immagini e architetture impossibili
da dimenticare.
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